Luna, Ti proteggo, Mio padre, Il marchio. Di A. Garbarino



"Luna", di A. Garbarino

Quanti ti hanno cantata
Luna mia
Con quella luce non tua
Hai scaldato più cuori
Dell’ unico sole che da la vita

Con quelle tue fossette
Hai colmato ben più grandi vuoti
Mille amanti hanno sorriso al tuo splendore
Testimone della loro promessa
Hai ammiccato loro per la pace

Ora ti guardo
E ripenso a quante volte t' ho dimenticata
E ti chiedo scusa
Perché tu sei sempre stata li



"Ti proteggo" di A. Garbarino

Quante cose
Mi cadono addosso
Non mi sposterei nemmeno
Se tu non fossi cosi vicina.

Allora lo faccio
Un passo solo
E ti copro.

Non un solo grammo su di te
Una montagna su di me.

Come la madre gravida
Ti proteggo.

E se io dovessi cedere
Urlerei il tuo nome
Per cancellare il mio.




"Mio padre", di A. Garbarino

Eri già malato
Giocavo in fondo ai tuoi piedi
Soldatini su monti innevati per me
Lenzuola bianche su gambe smagrite per te.
A casa con mamma
Mi sentivo l’ uomo di casa
Padrone dell’ amore della donna che amavi
Che ci amava.
Sicuro mistero di uomo
Autorevole e grande studiavo chi eri
Spiavo il tuo sonno di padre stanco.
Quante volte ho sentito
Mio padre era meglio non fosse mai stato
Io posso dire
Mio padre è stato poco
ma il suo nome ha fatto tutto il buono per me




"Il marchio" di Alberto Garbarino

ll marchio indelebile
A fuoco sacro sulla carne
Dell' anima mia
L' hai appoggiato tu.
Non sarà mai una cicatrice
Ma una splendida ruga
Segno del tempo nostro
Vissuto insieme
E vivo
E vero.